Sei un Giuda!!!!!!

Di Amos Oz (del quale – ammetto – non ho mai letto una riga, ma forse questa è la volta buona) è uscito fresco fresco il suo nuovo romanzo, “Giuda”.

Pare sia un capolavoro: vedremo (non se è un capolavoro: se mi piacerà, che è diverso).

Certamente, quello che mi obbliga a comprarlo è la lettura di una sua intervista. Due suoi brani mi hanno colpito come un sasso, costringendomi a desiderare di saperne di più: e io li rigiro a voi, sottolineandoli col corsivo e col grassetto.

Magari non sarà solo il mio occipite, il loro obbiettivo.

(…) Oz, attraverso le voci e i silenzi dei suoi personaggi, mette in scena una specie di thriller esistenziale e ideologico: dalla riflessione sul senso dell’esistenza dello Stato d’Israele e su ogni utopia di redenzione che finisce inevitabilmente nel sangue, al rapporto tra ebrei e Cristo, dalla domanda su cosa significhi essere figli che come il biblico Isacco o i contemporanei soldati corrono il rischio di essere sacrificati dai padri, alla meditazione sulla solitudine senza rimedio. Ma prima di tutto Giuda è un potente elogio del tradimento. “Perché”, dice l’autore in questa conversazione,solo chi tradisce, chi esce fuori dalle convenzioni della comunità cui appartiene, è capace di cambiare se stesso e il mondo(…) chi porta al mondo una cosa nuova, tradisce le cose vecchie. Traditore era il profeta Geremia, e per gli ebrei Gesù. E lo sono stati Lincoln, De Gaulle, Ben Gurion agli occhi della destra, perché il fondatore del nostro Stato ha rinunciato nel 1948 a metà della Terra d’Israele. Traditore è stato Rabin. E l’hanno ammazzato.  Anche io sono stato più volte accusato di essere un traditore. Per me è come una medaglia al merito“.

 

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