Le dita a cazzo

E’ incredibile il numero di persone che worldwide lasciano andare a cazzo le loro dita sulla tastiera.

A pensieri a cazzo, dita a cazzo.

Mi immagino, per esempio, il classico omofobo digitare “ricchionedimmerda” sul suo beloved iPhone progettato proprio da quel pericoloso sodomita di Tim Cook.

Idem per il PC dal quale sta digitando, visto che senza quel finocchione di Alan Turing (il padre putativo dei nostri windows e compagnia bella) sarebbe lì a scrivere con carta, penna e calamaio (gli farebbe solo bene, intendiamoci). Oltre a essere, Turing, quel brutto pederasta che decrittò i codici segreti nazisti, senza il quale quindi saremmo ora una provincia del Terzo Reich.

Ma lasciamo perdere, tanto è inutile.

Un bambino di nove anni, Ben, statunitense, sta perdendo la vista: a breve diventerà cieco. Chiede ai genitori di fargli vedere belle cose più che possono, prima che non possa vederle più. I genitori ci provano in tutti i modi.

Una storia da prendere con delicatezza, con rispetto.

Ma ecco il coglione – c’è sempre! – che, nei commenti, lascia andare a cazzo le dita sulla tastiera:
“Ben, pensa a chi ha la vista ma non potrà mai vedere tutto quello che stai vedendo tu…”

E’ molto probabile si sia sentito, l’individuo, molto intelligente scrivendo ‘sta puttanata.

A me fa solo montare un disprezzo sordo.
Eh, non son perfetto.
Scusate.

 

 

 

Submit a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>